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"APPROFONDIMENTO
CATEGORIE TEATRALI"
MITOLOGIA GRECA - ROMANA
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DIVINITA' GRECHE |
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DIVINITA' ROMANE |
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EROS |
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CUPIDO |
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Dio dell'amore. Nella mitologia più antica era rappresentato come una
delle prime forze della natura, figlio del Caos e personificazione
dell'armonia e della potenza creativa dell'universo; ben presto,
tuttavia, venne identificato con un giovane bello e affascinante.
Nella mitologia più tarda appare inseparabile dalla madre, Afrodite,
dea dell'amore. Nell'arte greca Eros veniva descritto come un giovane
alato, piccolo ma bellissimo, dagli occhi frequentemente bendati per
simboleggiare la cecità dell'amore. A volte aveva in mano un fiore, ma
più spesso arco e frecce d'argento, con cui lanciava frecce di
desiderio nel petto degli dei e degli uomini. |
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Latino cupido, da cupere, "bramare", figlio di Venere, dea dell'amore,
e di Vulcano, dio del fuoco. Noto soprattutto come il dio giovane e
bello che si innamorò di Psiche, una fanciulla bellissima. In altri
racconti appare come un ragazzo dispettoso che colpisce
indiscriminatamente uomini e dei con le sue frecce, facendoli
innamorare perdutamente. Nelle raffigurazioni artistiche di solito
Cupido appare come un bimbo nudo e alato, spesso bendato, con arco e
frecce. |
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APOLLO |
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Figlio del dio Zeus e di Leto, figlia di un titano. Nelle leggende
omeriche Apollo era prima di tutto un dio profeta con un importante
oracolo a Delfi, che concedeva talvolta il dono profetico ai mortali
che amava, come la principessa troiana Cassandra. Era anche il dio
della musica e della medicina, oltre che un abilissimo arciere e un
grande atleta; era anche il dio dell'agricoltura e del bestiame, della
luce poetica e della verità filosofica. Talvolta Apollo è descritto
spietato e crudele, come nell'Iliade di Omero dove si dice che rispose
alle preghiere del sacerdote Crise, che implorava la liberazione di
sua figlia da parte del generale greco Agamennone, lanciando frecce
infuocate portatrici di peste sull'esercito greco; uccise per gelosia
Coronide, che gli aveva dato il figlio Asclepio; rapì e violentò la
giovane principessa ateniese Creusa e l'abbandonò assieme al figlio
con lei concepito. Nell'arte antica Apollo veniva rappresentato più
delle altre divinità, forse per la sua bellezza fisica. Uguale per i
Romani |
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DIONISO |
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BACCO |
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Dio del vino e della vegetazione che insegnò ai mortali la viticoltura
e la vinificazione. Figlio di Zeus e della figlia del re di Tebe.
Secondo la tradizione, Dioniso moriva ogni inverno per rinascere in
primavera, simboleggiando, con la rinascita ciclica e la ricomparsa
dei frutti sulla terra. |
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Dal V secolo a.C. Dioniso fu conosciuto presso i greci anche come
Bacco, e baccanti erano detti i suoi seguaci che lo invocavano durante
i misteri, nati probabilmente dalle feste di primavera e divenuti
un'occasione per abbandonarsi al vino e alle licenziosità. Fu in
questa forma che il culto di Dioniso si diffuse presso i romani, dove
i suoi misteri furono chiamati Baccanali. |
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DEMETRA |
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CECERE |
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Dea del grano e dei raccolti. Quando sua figlia Persefone fu rapita da
Ade, dio degli Inferi, Demetra ne fu così addolorata che trascurò le
terre, sulle quali non crebbe più alcuna pianta, e la carestia si
abbatté sul mondo. Sconcertato dalla situazione, Zeus chiese al
fratello Ade di restituire Persefone alla madre. Questi acconsentì, ma
prima di liberarla le fece mangiare i chicchi di una melagrana che
l'avrebbero costretta a ritornare da lui quattro mesi all'anno. Felice
di aver ritrovato sua figlia, in primavera Demetra faceva nascere
dalla terra fiori, frutti e grano in abbondanza, ma in autunno, quando
Persefone ritornava nel mondo sotterraneo, il suo dolore provocava la
morte della vegetazione e apriva le porte all'inverno. |
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Dea dell'agricoltura, la cui figlia Proserpina era identificata con
Persefone. La credenza greca secondo la quale alla sua gioia di unirsi
nuovamente alla figlia si doveva ogni primavera la rinascita della
natura e l'abbondanza di frutta e di raccolti sulla terra, fu
introdotta a Roma nel V secolo a.C., e il suo culto divenne molto
popolare soprattutto fra i plebei. La parola "cereali" deriva dal suo
nome. |
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ARTEMIDE |
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DIANA |
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Una delle dee principali. Figlia di Zeus e di Leto e sorella gemella
di Apollo, era la più importante delle divinità della caccia e degli
animali selvatici nonché protettrice delle nascite, della natura e dei
raccolti. Benché tradizionalmente protettrice delle giovani fanciulle,
durante la guerra di Troia Artemide impedì ai greci di salpare per
Troia finché non le ebbero sacrificato una vergine. Secondo alcune
versioni della leggenda, all'ultimo momento salvò la vittima,
Ifigenia. Come Apollo, Artemide era armata di arco e frecce, con cui
spesso puniva i mortali che la indispettivano. |
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Dea della Luna e della caccia. Custodiva le fonti e i torrenti ed era
la protettrice degli animali selvatici. Era inoltre particolarmente
cara alle donne, poiché assicurava un parto facile alle sue
predilette. Nelle raffigurazioni artistiche di solito appare come una
giovane cacciatrice, spesso con arco e frecce. |
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ADE |
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PLUTONE |
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Figlio del Titano Crono e di Rea, Ade era fratello di Zeus e Poseidone.
Dopo la deposizione di Crono e la spartizione dell'universo, Ade
ottenne il mondo sotterraneo, sul quale regnò insieme alla ninfa
Persefone, rapita dal mondo terreno; benché fosse un dio feroce e non
si placasse né con sacrifici né con preghiere, non era malvagio. Era
noto anche come Plutone, signore delle ricchezze, perché sia i
raccolti che i metalli preziosi erano considerati appartenenti al
regno degli Inferi. |
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Dio dei morti, sposo di Proserpina.. Plutone aiutò i suoi due
fratelli, Giove e Nettuno, a esautorare il padre, Saturno. Quando si
divisero tra loro il mondo, Giove scelse la terra e i cieli come suo
regno, Nettuno diventò il dio del mare e Plutone ebbe il mondo
sotterraneo, in cui regnava sulle ombre dei morti. In origine era
considerato un dio fiero e inflessibile, sordo alle preghiere e
insensibile ai sacrifici. Nei culti posteriori e nelle credenze
popolari vennero enfatizzati gli aspetti più miti e benefici di questo
dio. Era ritenuto il dispensatore dei beni nascosti nella terra, come
i minerali preziosi e le messi. |
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ZEUS |
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GIOVE |
Dio del cielo e il signore degli dei del monte Olimpo. Secondo Omero,
Zeus era il creatore, il protettore e il signore tanto degli dei
olimpici quanto del genere umano, nonché il re del cielo, il dio della
pioggia, il raccoglitore delle nubi e il dispensatore dei fulmini.
Zeus era il figlio più giovane del titano Crono e della titanide Rea e
fratello degli dei Poseidone, Ade, Estia, Demetra ed Era. Secondo un
antico mito riguardante la nascita di Zeus, Crono, temendo di perdere
il trono per mano di uno dei figli, li ingoiava appena nati. Quando
nacque Zeus, Rea avvolse in fasce una pietra che fece ingoiare a Crono
e nascose a Creta il neonato, che venne accudito dalle ninfe. Divenuto
adulto, Zeus obbligò Crono a restituire gli altri figli, assetati di
vendetta. Nella guerra che ne seguì, i titani combatterono al fianco
di Crono, ma vinse Zeus con gli altri dei. Zeus da quel momento dominò
il Cielo, i suoi fratelli Poseidone e Ade ebbero il potere
rispettivamente sul mare e sugli inferi, mentre la Terra fu governata
in comune da tutti e tre. |
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Il padre degli dei, figlio del dio Saturno, che spodestò. In origine
dio e re del cielo, Giove era venerato come dio della pioggia, del
tuono e del fulmine. Era il custode della legge, il difensore della
verità e il protettore di giustizia e virtù; i romani identificavano
Giove con Zeus, il dio supremo dei greci, e assegnavano al dio latino
gli attributi e i miti della divinità greca. Nella letteratura latina,
perciò, Giove ha molte caratteristiche greche, mentre nel culto
religioso romano era sostanzialmente immune dagli influssi greci. |
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ARES |
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MARTE |
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Dio della guerra e figlio di Zeus e di Era. Aggressivo e feroce,
impersonava la natura brutale della guerra. Per quanto ardito e
battagliero, Ares non era invincibile, neppure contro i mortali. |
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Dio della guerra. Benché la sua natura originaria e le sue funzioni
siano oscure, Marte, da cui prende nome il mese di marzo, era
considerato anche il padre del popolo romano, in quanto padre di
Romolo, il leggendario fondatore della città. |
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ERACLE e ERCOLE |
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Eroe noto per la forza e il coraggio e per le sue numerose imprese;
Era figlio del dio Zeus e di Alcmena. Era, sposa gelosa di Zeus,
voleva uccidere il figlio del dio infedele; poco dopo la nascita di
Eracle mandò due grossi serpenti nella sua culla, ma il neonato li
strangolò. Da ragazzo Eracle uccise un leone con la sola forza delle
mani; in seguito vinse gli abitanti di Orcomeno, città che riscuoteva
tributi da Tebe: come ricompensa, gli venne concessa la mano della
principessa tebana Megara, dalla quale ebbe tre figli. Era, ancora
implacabile nel suo odio verso Eracle, gli causò un attacco di pazzia
durante il quale uccise moglie e figli. Per l'orrore e il rimorso di
ciò che aveva fatto, Eracle avrebbe voluto togliersi la vita, ma
l'oracolo di Delfi gli disse che si sarebbe purificato diventando il
servitore di Euristeo, re di Micene. Euristeo, spinto da Era, gli
indicò come espiazione il compimento di dodici difficili imprese.
Ercole per i Romani. |
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ERA |
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GIUNONE |
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La regina degli dei; figlia del titano Crono e della titanide Rea, era
sorella e sposa di Zeus. Dea del matrimonio e protettrice delle donne
sposate, Era generò Ares, dio della guerra; Efesto, dio del fuoco;
Ebe, dea della giovinezza, e Ilizia, dea del parto. Moglie gelosa, Era
perseguitò spesso le amanti e i figli di Zeus; non dimenticava mai
un'offesa ed era nota per la sua natura vendicativa. |
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Regina degli dei, sposa e sorella di Giove. Era la protettrice delle
donne e fu venerata con nomi diversi. Come Pronuba presiedeva al
matrimonio, come Lucina aiutava le donne nel parto, e come Regina era
la particolare consigliera e protettrice dello stato romano. Il mese
di giugno prese il nome da lei. |
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ERMES |
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MERCURIO |
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Messaggero degli dei, figlio del dio Zeus e di Maia, figlia del titano
Atlante. Messaggero particolare di Zeus, Ermes conduceva le anime dei
morti nel mondo sotterraneo, possedeva poteri magici sul sonno e i
sogni, ed era il dio del commercio e dei mercanti, nonché il custode
delle mandrie. Dio degli atleti, proteggeva i ginnasi e gli stadi e lo
si riteneva responsabile sia della fortuna che della ricchezza.
Malgrado le sue virtù, Ermes era anche un nemico pericoloso, un
truffatore e un ladro. |
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Messaggero degli dei, figlio del dio Giove e di Maia, figlia del
titano Atlante. Mercurio era anche il dio dei mercanti e del commercio
e condivideva molti degli attributi del dio greco Ermes. |
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ATENA |
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MINERVA |
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Figlia prediletta di Zeus, Atena nacque già adulta dalla testa del dio
armata di uno scudo ornato con la spaventosa testa della gorgone
Medusa, che pietrificava chiunque la guardasse. Atena era prima di
tutto la dea delle città greche, delle arti e dei mestieri e, nella
mitologia più tarda, della saggezza. È anche la dea della guerra; e
protettrice dell'agricoltura e dei mestieri femminili, soprattutto
della filatura e della tessitura. All'uomo, invece, dedicò
l'invenzione dell'aratro e del flauto e le arti di addomesticare gli
animali, costruire navi e fabbricare calzature. Fu spesso associata
agli uccelli, soprattutto alla civetta. |
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Dea dei lavori manuali. Minerva era patrona delle arti e del
commercio. |
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EFESTO |
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VULCANO |
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Dio del fuoco e della lavorazione dei metalli, figlio del dio Zeus e
della dea Era.. Diversamente dagli altri dei, Efesto era brutto e
zoppo. Poco tempo dopo la sua nascita fu cacciato dall'Olimpo: in
alcune leggende da Era, disgustata dalla sua deformità, in altre da
Zeus, perché Efesto si era schierato a fianco di Era contro di lui. |
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Dio del fuoco, originariamente un'antica divinità italica che sembra
essere stata associata al fuoco vulcanico. |
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POSEIDONE |
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NETTUNO |
Dio del mare, ma in origine anche dei terremoti, figlio del titano
Crono e di Rea, e fratello di Zeus e di Ade.
Poseidone ebbe numerose altre storie d'amore con le quali generò
numerosi figli famosi per la loro barbarie e crudeltà, tra cui il
gigante Orione e il ciclope Polifemo; con la gorgone Medusa concepì
Pegaso, il celebre cavallo alato. Poseidone ha un ruolo di spicco in
molti miti e leggende greci: lottò senza successo contro Atena, dea
della saggezza, per il controllo di Atene. |
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Dio del mare, figlio del dio Saturno e fratello di Giove, re degli
dei, e di Plutone, dio dei morti. In origine dio delle fonti e dei
corsi d'acqua, fu poi identificato con il dio greco del mare,
Poseidone. |
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CRONO |
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SATURNO |
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Signore dell'universo durante l'Età dell'Oro, uno dei sei titani
maschi, ultimo figlio di Urano e Gea. Crono sposò la propria sorella,
Rea, e generò con lei sei delle dodici divinità dell'Olimpo.
Essendogli stato profetizzato che uno dei suoi figli l'avrebbe
spodestato, Crono divorò i primi cinque appena nati. Ma il sesto
figlio, Zeus, quando diventò adulto costrinse Crono a rigettare i
cinque figli e la pietra e intraprese così la guerra contro il padre. |
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Antico dio dell'agricoltura. Saturno era lo sposo di Opi, dea
dell'abbondanza. Tra i figli di Saturno c'erano, oltre a Giove, re
degli dei, Giunone, dea del matrimonio; Nettuno, dio del mare; Plutone,
dio dei morti; Cerere, dea del grano.
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AFRODITE |
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VENERE |
La dea dell'amore e della bellezza. Nell'Iliade di Omero è presentata
come la figlia di Zeus e Dione, una delle sue consorti, ma nella
Teogonia di Esiodo si narra che nacque dalla schiuma del mare.
La leggenda più famosa riguardante Afrodite concerne la causa della
guerra di Troia. Eris, dea della discordia, fu l'unica a non essere
invitata alle nozze del re Peleo con la divinità marina Teti:
risentita, la dea gettò nella sala del banchetto una mela d'oro, su
cui erano scritte le parole: "Alla più bella". Quando Zeus rifiutò di
scegliere tra Era, Atena e Afrodite, le tre dee che ambivano alla
mela, esse si rivolsero a Paride, principe di Troia. Ciascuna gli
promise un dono: Era l'avrebbe reso potente, Atena gli avrebbe
procurato la gloria militare e Afrodite invece gli avrebbe concesso la
donna più bella del mondo. Paride decretò che la mela spettava ad
Afrodite. Con il rapimento di Elena, Paride scatenò quindi la guerra
di Troia. |
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Era originariamente una dea dei giardini e degli orti, in seguito
identificata con Afrodite, la dea greca dell'amore e della bellezza.
In epoca imperiale era venerata sotto diverse sembianze: come Venus
genitrix era madre dell'eroe Enea, capostipite del popolo romano e in
particolare della gens Iulia, cui appartenne Giulio Cesare; come Venus
felix, apportatrice di fortuna; come Venus victrix, colei che procura
la vittoria; come Venus verticordia, protettrice della castità
femminile. Venere era moglie di Vulcano, dio della lavorazione dei
metalli, ma gli era spesso infedele. Venere era anche la madre di
Cupido. |
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ASCLEPIO ed ESCULAPIO |
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Dio della medicina, il cui simbolo era un bastone intorno al quale
stava avvolto un serpente. Era figlio del dio Apollo e di Coronide.
Infuriato perché Coronide gli era stata infedele, Apollo la uccise e
trasse Asclepio non ancora nato dal suo grembo, per poi affidarlo al
centauro Chirone. Asclepio imparò tutto ciò che Chirone sapeva sulla
medicina e divenne abilissimo nel guarire, ma poiché minacciava
l'ordine naturale strappando gli uomini alla morte, il dio Zeus lo
uccise con un fulmine. Esculapio
per i Romani. |
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PERSEFONE e PROSERPINA |
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Figlia di Zeus, padre degli dei, e di Demetra, dea della Terra e
dell'agricoltura. Persefone rappresentava la rinascita della natura in
primavera. Per i romani prendeva il nome di
Proserpina. |
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