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"APPROFONDIMENTO CATEGORIE POETICHE"
CORRENTI LETTERARIE E CATEGORIE POETICHEnel Match d’Improvvisazione Teatrale
ESISTENZIALISMO
Nozioni generali
L’esistenzialismo francese è un movimento culturale che nasce in Francia dopo la seconda guerra mondiale e si propone di far fronte alla crisi di valori dovuta alle distruzioni della guerra. Le manifestazioni esteriori dell'esistenzialismo si sintetizzano dai maglioni e giubbotti neri che dettero nome ai giovani che li indossavano (blousons noirs), ai capelli tagliati alla maschietta delle ragazze, dall'abuso di alcol e alla passione per il jazz.
Tematiche
L'esistenzialismo studia ovviamente l'esistenza dell'uomo, nel suo carattere diveniente e dinamico, l’uomo si proietta continuamente verso ciò che verrà, abbandonandosi all'incertezza che è il carattere primario dell'esistenza umana.L’esistenzialista sceglie il proprio modo di vivere secondo la propria sensibilità personale, questo può comportare uno stato d’angoscia, ovvero un senso di terrore per qualcosa di indefinito, la paura per la nullità della sua esistenza... se l' esistenzialista è preda dell'ansia è ovvio che rifiuta idee come quelle della felicità, della serenità stoica e dell'ottimismo; egli invece vive nella sofferenza, nel peccato e nella colpa. L'esistenza è vista perciò come assurda: ci si trova in uno spazio e in un tempo senza ragione di esservi."Quando considero la breve durata della mia vita, inghiottita nell'eternità prima e dopo, e il minuscolo spazio che io riempio, e persino che posso vedere, inghiottito nell'infinita immensità dello spazio che ignoro e che mi ignora, io sono spaventato e stupito di essere qui piuttosto che là ed adesso piuttosto che allora."Blaise PascalCi si sente dispersi nel nulla: si rifiutano tutte le filosofie, le scienze, le religioni, le teorie politiche che falliscono nel rispecchiare l’esistenza dell’uomo; che si sente angosciato sul bordo dell'abisso. Il tema del nulla è connesso con quello della morte, che è la negazione totale della coscienza e che emerge continuamente all'attenzione dell'esistenzialista provocando un senso di angoscia. L’esistenzialista è anche esteta e vive la vita come un'opera poetica (linguaggio e terminologia poetica), della quale coglie l' aspetto meraviglioso e inebriante, rifugge la banalità e la ripetizione, che lo deprimono nella sua ricerca del piacere sensistico ed estetico, esalta e sviluppa la propria raffinatissima sensibilità: ma la vita estetica, essendo l’unica possibilità per vivere, con la sua continua necessità di cercare qualcosa di diverso, porta anche irrimediabilmente alla noia.Egli rifiuta tutte le verità che non nascono dalla ricerca e dal tormento individuali, è un essere gettato nel mondo, è qualcosa che non ha scelto quindi si sente impotente e completamente a disagio.Il linguaggio dell’esistenzialista è il suo pensiero, un continuo scavare all’interno delle cose, cogliere l’aspetto più profondo che a sua volta trasmette depressione e impotenza.Principali esponenti nelle varie forme d’arte:Filosofia: KirkegaardPittura: Munch, Van Gogh Letteratura e teatro: Sartre, Camus Poesia: Prevert, Leopardi Cinema: Bresson
ERMETISMO
Nozioni generali
Col termine
Ermetismo si indica un tipo di poetica che sorge intorno agli anni '20 e
si sviluppa negli anni compresi tra le due guerre mondiali. Il nome
deriva da Ermete o Mercurio, il dio delle scienze occulte, e fu
adoperato in senso dispregiativo dalla critica tradizionale che
intendeva condannare l'oscurità e l'indeci-frabilità della nuova poesia,
ritenuta difficile in confronto alle chiare strutture della poesia
classica. I poeti ermetici perseguono l'ideale della "poesia pura libera", cioè libera non solo dalle forme metriche e retoriche tradizionali, ma anche da ogni finalità pratica didascalica e celebrativa. È la lirica che per eccellenza si esprime per la brevità ed essenzialità delle sue espressioni.
Tematiche
Il tema centrale della poesia ermetica è il senso della solitudine disperata dell'uomo moderno che ha perduto fede negli antichi valori, nei miti della civiltà romantica e positivista e non ha più certezze a cui ancorarsi saldamente. Egli vive in un mondo incomprensibile sconvolto dalle guerre e offeso dalle dittature per tanto il poeta ha una visione della vita sfiduciata, priva di illusioni. Altri temi della nuova poesia che ci fanno accomunare gli ermetici a Pirandello e Svevo sono: l'incomunicabilità, l'alienazione (la coscienza di essere ridotto ad un ingranaggio nella moderna civiltà di massa), frustrazione (deriva dal contrasto fra realtà quotidiana che è sempre deludente e i nostri sogni). I loro temi sono desolati e intimistici, i poeti ermetici rifiutano il linguaggio e le forme della poesia romantica, in quanto il poeta dell'800 aveva miti e certezze da porre e celebrare. Il nuovo poeta non ha più miti e certezze in cui credere, perciò va alla ricerca di parole essenziali, scabre e secche che meglio descrivano il loro stato d'animo; per poter far questo ricorrono all'analogia e alla sinestesia. L'analogia è una metafora in cui è stato soppresso il primo termine di paragone (es.: da "accarezzo i tuoi capelli neri come la notte" a "accarezzo la tua notte"). La sinestesia è l'accostamento di parole appartenenti a diverse aree sensitive (es.: "l'urlo nero" o “silenzio freddo”).
Principali esponenti italiani:Poesia: Ungaretti, e solo in parte Montale e Quasimodo N.B. Ciò non significa esprimere la poesia ermetica con una sola frase in due minuti di tempo!! Nonostante molte poesie, tra cui quelle di Ungaretti riportate qui, sono effettivamente molto brevi, è comunque importante utilizzare metafore e analogie dal forte significato simbolico per trasmettere un concetto ampio e profondo.
San Martino del Carso (Valloncello dell’Albero Isolato il 27 Agosto 1916)
Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel cuore nessuna croce manca È il mio cuore il paese più straziato
Mattina (Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917 )
M'illumino d'immenso
Soldati (Bosco di Courton luglio 1918 )
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
FUTURISMO
Nozioni generali e tematiche Il Futurismo nasce ufficialmente nel 1909, quando Filippo Tommaso Martinetti fonda a Parigi il Manifesto del Futurismo, che espone i principi ispiratori del movimento basati su un rifiuto radicale del passato e si proietta verso l’edificazione di una cultura interamente rinnovata. Il programma futurista finisce per presentarsi come un progetto di rifondazione totale, che vede i suoi valori nella metropoli, nella velocità, nel dinamismo e nello sfrenato attivismo, considerati come distintivi della moderna realtà industriale, che ha il suo emblema nel mito della macchina. Il culto dell’azione violenta ed esasperata ci riporta ad una nuova incarnazione del superuomo. Di qui l’adesione all’ideologia nazionalista e militaristica, che celebra la guerra come “sola igiene del mondo”. Anche l’uomo finisce per ridursi ad un essere meccanico e dinamico, disprezzando i comuni atteggiamenti sentimentali e spirituali.
Linguaggi Il Futurismo sostituisce alla logica del pensiero una forma più sintetica e abbreviata, quella dell’analogia. L’analogia accosta tra loro realtà diverse e lontane, suggerendo tra loro un rapporto di somiglianza fantastica. Sostantivo doppio: ogni sostantivo deve essere seguito senza congiunzione dal sostantivo al quale è legato per analogia. Es.: se volete dire che la piazza è un imbuto e sufficiente dire “piazza-imbuto”. La parola perde la sua funzione, attribuitagli dalla letteratura tradizionale, di indicare concretamente un oggetto, nel futurismo tutto diventa allusivo ed evocatore ed sono infinite possibili le relazioni tra le cose.
La poesia futurista quindi distrugge totalmente la sintassi tradizionale e l’ordine logico dei pensieri. Vengono abolite anche tutte le interruzioni (tipo la punteggiatura e gli incisi) con lo scopo di suggerire il fluire ininterrotto delle sensazioni. Questo effetto è rafforzato dall’utilizzo dei verbi all’infinito e delle parole in libertà, che consiste nel disporre i sostantivi a caso, come nascono. Altro importante elemento è che la parola può evocare anche impressioni acustiche o tattili, e quindi non è solo un’immagine mentale (ossimoro). Il rapporto con lo spettacolo (nel nostro caso l’impro) si traduce oltre che nella parola che si fa immagine anche nel suono, nella mimica e nei gesti.
Manifesto tecnico della letteratura Futurista
1- Bisogna distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso 2- Si deve usare il verbo all’infinito 3- Si deve abolire l’aggettivo 4- Si deve abolire l’avverbio 5- Ogni sostantivo deve avere il suo doppio 6- Abolire anche la punteggiatura 7- Utilizzare analogie 8- Non vi sono categorie d’immagini 9- Distruggere la letteratura dell’“io”, cioè tutta la psicologia
Il Manifesto del Futurismo
1- Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. 2- Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. 3- La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. 4- Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità [...] 5- Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 6- Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. 7- Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.
8-
Noi siamo sul
patrimonio estremo dei secoli! [...] Poiché abbiamo già creata l'eterna
velocità onnipresente. 11- Noi canteremo [...] le locomotive dall'ampio petto, [...] il volo scivolante degli aeroplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo[...]
Principali esponenti: Filippo Tommaso Marinetti
Letteratura: Marinetti, Palazzeschi
Pittura: Boccioni, Balla, Duchamp
Bombardamento di Tommaso Marinetti
ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrare spazio con un accordo tam-tuuumb ammutinamento di 500 echi per azzannarlo sminuzzarlo sparpagliarlo all´infinito nel centro di quei tam-tuuumb spiaccicati (ampiezza 50 chilometri quadrati) balzare scoppi tagli pugni batterie tiro rapido violenza ferocia regolarità questo basso grave scandere gli strani folli agita- tissimi acuti della battaglia furia affanno orecchie occhi narici aperti attenti forza che gioia vedere udire fiutare tutto tutto taratatatata delle mitragliatrici strillare a perdifiato sotto morsi shiafffffi traak- traak frustate pic-pac-pum-tumb bizzzzarrie salti altezza 200 m. della fucileria Giù giù in fondo all'orchestra stagni diguazzare buoi buffali pungoli carri pluff plaff impen- narsi di cavalli flic flac zing zing sciaaack ilari nitriti iiiiiii... scalpiccii tintinnii 3 battaglioni bulgari in marcia croooc-craaac [LENTO DUE TEMPI] Sciumi Maritza o Karvavena croooc-craaac grida delgli ufficiali sbataccccchiare come piatttti d'otttttone pan di qua paack di là cing buuum cing ciak [PRESTO] ciaciaciaciaciaak su giù là là intorno in alto attenzione sulla testa ciaack bello Vampe vampe
vampe vampe
vampe vampe
vampe ribalta dei forti die-
vampe
vampe tro quel fumo Sciukri Pascià comunica te- lefonicamente con 27 forti in turco in te- desco allò Ibrahim Rudolf allò allò attori ruoli echi suggeritori scenari di fumo foreste applausi odore di fieno fango sterco non sento più i miei piedi gelati odore di sal- nitro odore di marcio Timmmpani flauti clarini dovunque basso alto uccelli cinguettare beatitudine ombrie cip-cip-cip brezza verde mandre don-dan-don-din-bèèè tam-tumb- tumb tumb-tumb-tumb-tumb-tumb- -tumb Orchestra pazzi ba- stonare professori d'orchestra questi bastona- tissimi suooooonare suooooonare Graaaaandi fragori non cancellare precisare ritttttagliandoli rumori più piccoli minutisssssssimi rottami di echi nel teatro ampiezza 300 chilome- tri quadri Fiumi Maritza Tungia sdraiati Monti Rò- dopi ritti alture palchi lo- gione 2000 shrapnels sbracciarsi esplodere fazzoletti bianchissimi pieni d'oro Tumb- tumb 2000 granate pro- tese strappare con schianti capigliature tenebre zang-tumb-zang-tuuum tuuumb orchesta dei rumori di guerra gonfiarsi sotto una nota di silenzio tenuta nell'alto cielo pal- lone sferico dorato sorvegliare tiri parco aerostatico Kadi-Keuy
N.B. queste tematiche e la distruzione di tutte le regole interpretative e di scena sono alla base anche del Teatro d’Avanguardia
FEDERICO GARCIA LORCA
(1898-1936)
Nasce a Fuentevaqueros, vicino a Granada nel 1898. E' considerato il più popolare poeta di lingua spagnola e uno dei principali rappresentanti del teatro moderno. La sua poesia, centrata principalmente sui temi del destino e della morte, affonda le radici nella cultura andalusa, caratterizzata da una fusione di elementi arabi e gitani. I suoi versi cantano passioni umane elementari in un forte intreccio tra sogno e realtà. Nel 1931 riceve dal nuovo governo repubblicano l'incarico di organizzare un gruppo teatrale itinerante, La Barraca che ha lo scopo di diffondere a livello popolare i capolavori del teatro spagnolo e che subirà la contestazione degli ambienti monarchici e conservatori. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola, García Lorca è arrestato a Granada dai nazionalisti, che lo fucilano a Viznar senza processo.
Le liriche
La lirica di Federico García Lorca segna da un lato al passaggio ad una poesia più corposa e immediata, una poesia di paesaggi (l'Andalusia soprattutto), di elementi naturali (il vento, il sole, l'acqua, la terra, gli alberi; ecc.), di sentimenti ed emozioni (l'amore, la solitudine, l'angoscia), di vicende "mitiche" attinte alla natura e alla tradizione popolare spagnola. Dall'altro segna anche la ricezione della lezione surrealista, con il suo impiego irrazionale delle immagini, degli oggetti, dei referenti reali; con le sue rapide incursioni nel fondo della psiche. Entro questi due poli oscilla tutta - si può dire - la produzione di Lorca, con il suo fisico attaccamento alla vita e la sua profonda vocazione al tragico. Le sue poesie sono testi limpidi, fatti di poche immagini essenziali, musicalmente ripetute e variate, capaci di evocare potentemente paesaggi e stati d'animo. La lingua fonde spontaneità e raffinato lirismo, creando immagini sorprendenti e originali metafore.
Sonetto del dolce lamento
Temo di perdere la
meraviglia
Notte dell'amore insonne
Notte alta, noi due e
la luna piena;
N.B. Non ho inserito i “Poeti sardi” e la “Poesia romana” (es. Trilussa) in quanto rispondono ad una tradizione più popolare che ad un’effettiva corrente letteraria nazionale.
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