
Francesco Burroni
(Colui che è Prodromico)
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Anno 1977,
Montréal. Due attori
canadesi (Robert Gravel
e Yvon Leduc) con
precedenti esperienze nel campo dell´improvvisazione creano una nuova
formula di spettacolo: il Match di
Improvvisazione Teatrale, realizzando l´utopia di una
performance completamente improvvisata.
Nato in via
sperimentale, il match, diffuso per sette anni in diretta televisiva,
diventa in Canada un fenomeno nazionale e si diffonde a macchia d´olio in
varie parti del mondo. Nascono così le varie
"Leghe di improvvisazione"
di Messico, Argentina, Stati Uniti, Francia, Belgio, Spagna, Svizzera, Costa
d´Avorio, Zaire, Antille, Guyana, Brasile ecc.
I match sbarcano in Italia nel
1989 a Firenze su iniziativa di
Francesco Burroni, dove
viene presentato il primo campionato nazionale. Il progetto si diffonde poi
rapidamente in altre città italiane (attualmente Roma, Siena, Lucca, Empoli,
Pisa, Firenze, Follonica (GR), Reggio Emilia, Modena, Parma, Milano, Varese)
dove vengono attualmente tenuti dei corsi di formazione sul teatro di
improvvisazione.
Di grande portata la rete di interscambio internazionale. La nazionale
italiana di improvvisazione, che ha all´attivo numerose tournées all´estero,
ha vinto nel ´98 a Lille il campionato del mondo di improvvisazione teatrale
FRANCE 98.

La cornice
L´ambiente esteriore e scenografico del match è quello di una partita di
hockey su ghiaccio (maglie da gioco, "patinoire" ecc.) sport nazionale
canadese. Lo spirito è quello di una competizione artistico/sportiva fra due
squadre di giocatori/attori che si contendono la vittoria in 90 minuti di
"gioco" divisi in due tempi. Un maestro di cerimonia illustra al pubblico le
varie fasi dello spettacolo, un musicista scalda la platea e fa salire la
tensione sul palco, un inflessibile arbitro garantisce la qualità e la
correttezza dell´incontro.
Lo spettacolo
Dopo il "riscaldamento" pubblico, la presentazione dei giocatori e
l´intonazione dell´inno ufficiale (pubblico in piedi e mano sul cuore), un
fischio di sirena segna l´inizio dell´incontro. L´arbitro estrae a sorte di
volta in volta un cartoncino, che legge ad alta voce, con le seguenti
indicazioni:
• Tipo di improvvisazione:
ciò comparata se le squadre dovranno improvvisare in successione, o mista se
dovranno improvvisare insieme.
• Titolo dell´improvvisazione:
rigorosamente sconosciuto ai giocatori ed eventualmente proposto anche dal
pubblico mediante cartoncini distribuiti in sala.
• Numero dei giocatori:
illimitato o imposto (ad esempio uno per squadra, due donne dei "rossi" e
due uomini dei "blu" ecc.).
• Categoria dell´improvvisazione:
cioè lo stile che può essere libero oppure cantato, in rima, senza parole o
ancora alla maniera di Goldoni, Shakespeare, Spielberg, Fellini, De Amicis,
Manzoni o anche delle soap opera, dei cartoni animati giapponesi…
• Durata dell´improvvisazione:
da 30 secondi a 20 minuti.
Dopo la lettura del tema le squadre hanno soltanto 20 secondi di tempo per
trovare un´idea di partenza e lanciarsi nella "mischia". Alla fine di ogni
improvvisazione l´arbitro può segnalare dei "falli", vale a dire degli
errori di tecnica teatrale (ad esempio: fuori tema, mancanza d´ascolto,
cliché…) ed i capitani delle squadre possono chiedere spiegazioni creando un
ulteriore momento di spettacolo.
Il pubblico
È in fondo il vero protagonista della serata: è infatti lui che suggerisce
dei temi all'arbitro, che vota dopo ogni improvvisazione per l´una o per
l´altra squadra per mezzo di un cartoncino bicolore determinando l´andamento
del match e che può addirittura esprimere il proprio dissenso lanciando una
ciabatta che gli viene fornita all'ingresso. Il match è uno spettacolo dove
vengono esaltate la creatività, la fantasia e la prontezza di spirito di
artisti che sulla scena sono allo stesso tempo e nel medesimo istante
attori/autori/registi e la concreta partecipazione del pubblico che
assisterà ogni volta ad una serata completamente diversa e ovviamente
irripetibile.
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Regolamento con spiegazione dei Falli
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